Presentazione di “Dogs of war”

 

📸 Venerdì 17 dicembre presentiamo “Dogs of War”, foto notebook di Fabio Moscatelli e Irene Alison.
I cani di Fabio Moscatelli sono molte cose. Sono gli spiriti senza pace di un territorio tormentato. Sono i fantasmi di un’infanzia, quella del fotografo, che ha lasciato in lui un’eredità di nostalgie insanabili. Sono gli ultimi, i fragili, i dimenticati: quelli che, di fronte a un trauma violento come quello del terremoto, vengono lasciati indietro, perché ci sono perdite più importanti da sanare.
I cani di Fabio Moscatelli sono, soprattutto, cani. Non solo metafore al servizio dell’immaginario umano, ma individui. Individui appartenenti a un’altra specie, ma dotati di un proprio mondo interiore, di un proprio dolore di cui farsi carico, di un proprio sistema di elaborazione del lutto, di un proprio progetto di sopravvivenza.
📍 Vi aspettiamo venerdì 17 alle 19:30 in via Luigi Filippo de Magistris 91-93, metro C Pigneto.
☎️ Per info e prenotazioni: info@misteribis.it • 3278587819.

Incontro con Stephanie Gengotti

Stephanie Gengotti è una fotografa italo / francese con base a Roma. Laureata come interprete in inglese e francese, si diploma in fotogiornalismo alla Scuola Romana di Fotografia, dove segue anche un master di moda e ritratto. “L’arte fotografica diventa un medium quasi terapeutico, un canale senza filtri per comunicare con il soggetto, in un flusso di condivisione continua per illuminare le zone d’ombra e gli aspetti irrisolti della coscienza del Soggetto e dell’Artista; spesso la necessità di instaurare un rapporto empatico e diretto, la conduce a vivere nella stessa casa e nella medesima quotidianità dei protagonisti delle sue storie”.

Modera l’incontro: Rosy Santella – Photoeditor di Internazionale

Lavora principalmente con la fotografia documentaria e su progetti a lungo termine. I suoi lavori sono stati pubblicati sulle maggiori testate internazionali quali: GEO Magazine, Le Monde Magazine, Stern, DER Spiegel, National Geographic, The New York Times, The Sunday Times Magazine, Sekai, The Guardian, 6 Mois, Internazionale, L’Espesso, Yo Dona, El Mundo, Vanity Fair, IL, Il Reportage etc.

Ingresso gratuito – Per iscriversi basta mandare una mail a: info@laboratoriobianco.it

Incontro con l’autrice Moira Ricci

Evento gratuito, imperdibile! 😊

Una serata alla scoperta dell’autrice Moira Ricci. 📸
Con la partecipazione di Paolo Cardinali (Fugazine/Funzilla Fest).
www.fugazine.com
www.funzillafest.com

Artista e Fotografa, Moira Ricci vive fra la Maremma e Rimini. Ha studiato alla scuola di fotografia R.Bauer e all’Accademia di Brera a Milano. Si occupa di varie tecniche di linguaggio visivo, tra cui la fotografia, il video e l’installazione. Al centro del suo lavoro c’è la possibilità di mettere in scena la relazione fra sé e gli altri, in forme di racconto che si muovono tra la biografia e un reportage originale e fuori dagli schemi. Per il suo lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti e ha esposto in importanti sedi italiane e internazionali.

Numerosi sono i suoi lavori: “Amore mio ti amo”, 2001, “Località Collecchio 26”, 2001, “A Lidiput”, 2003, “Custodia domestica”,2003, “Ora sento la musica, chiudo gli occhi sono ritmo. In un lampo fa presa nel mio cuore”, 2007, “Se il The End fosse stato tragico sarei stata più abituata alle delusioni d’amore”, 2008, “Fama, ricorda il mio nome”, 2011, “Per sempre con te fino alla morte”, 2012, “Da buio a buio”, 2009-2015.

E tra quelli più noti:
“Dove il cielo è più vicino”, 2014-2017
“Il prolungato contatto con la terra e con i contadini, quelli che ancora esistono, mi ha fatto percepire con chiarezza quanto definitivo sia il processo di allontanamento dell’uomo dalla natura. Mi sono resa conto che la mia generazione ha ormai un rapporto molto debole con la terra, il cielo e tutto quello che la natura ci dà, un rapporto assai diverso da quello delle generazioni precedenti.
Ho costruito “Dove il cielo è più vicino” in più momenti: una azione nella quale ho creato cerchi di fuoco nei campi; una serie di fotografie di case di poderi mute e cieche perché private di porte e finestre; una serie di ritratti di contadini che guardano verso il cielo; una narrazione nella quale una vecchia mietitrebbia si trasforma in un’astronave. Momenti che per lo più fluiscono nel collegamento tra terra e cielo, lontano luogo del mistero, della speranza, al quale fin dall’antichità gli uomini chiedono aiuto”

20.12.53 – 10.08.04, 2004-2014
Pubblicato da Paolo Cardinali (Fugazine / Funzilla Fest) nel settembre 2018, il lavoro “Nasce dal bisogno di entrare in tutte le foto nelle quali è ritratta mia madre e dove io, in origine, ero assente. Mi sono inserita nel modo più preciso possibile per rendere verosimile il mio sogno di poterle stare ancora accanto, di recuperare il tempo perso e proteggerla.” Un viaggio sentimentale nel tempo e nello spazio, quindi, quello che Moira compie per elaborare il distacco dalla madre scomparsa improvvisamente. Un atto artistico e una necessità intima e urgente di riavvolgere il nastro del tempo e riappropriarsi di una memoria e di momenti di vita in comune. Recupera allora l’album di famiglia e si inserisce nelle foto dove è presente la madre.